Riserva naturale del WWF della laguna di Orbetello

La laguna di Orbetello è sede di una delle più antiche riserve del WWF Italia. Grazie alla sua posizione lungo le rotte migratorie, è meta di migliaia di uccelli, specialmente nel periodo invernale.

Come visitare l'oasi

L’oasi di Orbetello comprende tre itinerari:

  • il Sentiero Ornitologico è quello classico e più attrezzato. Partenza dalla località Ceriolo accessibile dalla s.s. Aurelia, percorribile di sabato e domenica, dal 1° settembre al 1° maggio, dalle 9:30 alle 15:30, sia liberamente che con visita guidata; permette l’osservazione della fauna lagunare attraverso un percorso con 9 osservatori; la lunghezza totale è di circa 1,2 km.
  • il Sentiero del Bosco di Patanella: ci si accede dall'uscita "Patanella" dell s.s. Aurelia, dove è allestito un percorso botanico e sono presenti alcuni osservatori, visitabile tutto l'anno liberamente dalle 10 al tramonto o con visita guidata su prenotazione; è lungo circa 1 km.
  • il Sentiero escursionistico, che collega il centro visite del Ceriolo con il Bosco di Patanella: è un sentiero più lungo, circa 3 km, che attraversa vari ambienti e si può percorrere tutto l'anno, solo con visita guidata su prenotazione.

 

Inoltre, con accesso libero e gratuito dal tombolo della Giannella, vi è un piccolo sentiero natura presso il Centro di Educazione Ambientale “Aurelio Peccei”, ospitato all’interno di un casale spagnolo del ‘600; è presente un capanno per l’osservazione dell’avifauna e il “Giardino delle Farfalle”. Sede di convegni, mostre e attrezzata per campi estivi e turismo ambientale.

Per maggiori informazioni e prenotazioni visite il sito di riferimento è https://www.wwf.it/oasi/toscana/laguna_di_orbetello/visita_l_oasi/

Fauna e flora

La fauna
Oggi l'oasi ospita 257 specie di uccelli tra migratori e stanziali.

Ve ne cito solo alcuni ...
svasso, tuffetto, beccapesci, rondine di mare, cormorano, moriglione, moretta, pesciaiola, codone, alzavola, germano reale, mestolone, volpoca, marzaiola, fischione, folaga, gallinella d’acqua, fenicottero rosa, porciglione, tarabuso, spatola, mignattaio, airone, garzetta, pettegola, totano moro, cavaliere d’Italia, avocetta, piviere, occhione, pantana, piovanello, piro piro, chiurlo, beccaccino, gabbiani, cannaiola, albanella minore, falco pescatore, gruccione, cuculo dal ciuffo), picchio verde, upupa e ibis eremita.

Molte anche le specie di pesci e piccoli mammiferi: biscia d’acqua, testuggine palustre, anguilla, cefalo, branzino e poi cinghiale, volpe, tasso, istrice.

La flora
In questi luoghi la fa da padrone la macchia mediterranea:  sughera, corbezzolo, lentisco, fillirea, mirto, rosmarino, cisto, marruca, ginestra, erica brugo e poi cannuccia di palude, salicornia, tamerice, pioppo bianco, olmo, frassino e le orchidee spontanee.

I fenicotteri rosa

Dall'autunno alla primavera la laguna di ponente ospita i fenicotteri rosa provenienti dalla Camargue.
Sono di facile avvistamento: ormai fanno parte del paesaggio. In genere se ne stanno vicini, vicini! Basta passeggiare sul lungolago per vedere le grosse macchie rosa sull'acqua. Dai sentieri del WWF potrete godere di un incontro ravvicinato, grazie ai capanni per il bird watching. Uno spettacolo a cui non ci si abitua mai! 

Ibis eremita e il progetto "speciale"

Fra le molte iniziative ambientali della laguna di Orbetello ce n'è una veramente particolare e riguarda l'ibis eremita, un grosso uccello nero con il becco ricurvo. Buffo e all'apparenza un po' minaccioso. Da lontano ricorda un grosso tacchino …. A fine estate gli uccelli arrivano dalla Germania per svernare in Toscana, attraverso il progetto europeo  “Reason for Hope”. Per farlo devono compiere in volo una distanza di più di 1000 km partendo dal loro sito riproduttivo sia in maniera autonoma, sia nell’ambito della migrazione guidata dall’uomo. Lo stormo viene accompagnato nel viaggio con parapendio a motore. La migrazione può durare 4-5 giorni.

La storia dell'oasi

Fino agli anni ’60 dello scorso secolo, tutta la grande area lagunare maremmana era aperta alla caccia … e gli uccelli migratori che vi sostavano e nidificavano venivano presi a fucilate!

Fu nel 1964 che, Fulco Pratesi e un giovane ornitologo tedesco, Hardy Reichelt, scoprirono, nella Laguna di Ponente, all’altezza della frazione di Albinia, alcuni nidi del cavaliere d’Italia. Questo trampoliere, dalle ali nere, il corpo candido e lunghe zampe rosso corallo, non nidificava più nelle nostre paludi da circa un secolo. E' poi diventato il simbolo dell'oasi.
 Nel 1971, con l’aiuto del WWF Italia, la laguna divenne area protetta per una superficie di circa 800 ettari.

Questo portò ad un incredibile aumento della fauna: i cavalieri d’Italia ricominciarono a nidificare tranquillamente e migliaia di altri uccelli presero ad affollare la riserva, soprattutto d’inverno, grazie al divieto di caccia.

Nel 1977 l’area protetta dall’Oasi WWF di Orbetello fu dichiarata zona umida di importanza internazionale (secondo la Convenzione internazionale di Ramsar sulle zone umide) che protegge 300 ettari di laguna salmastra dove a tratti affiorano isolotti di limo ricoperti da vegetazione palustre.
Ogni anno, nel primo fine settimana di febbraio, viene festeggiata giornata Ramsar. Le Oasi Wwf della Maremma propongono diverse iniziative per ribadire l'importanza delle zone umide, sia per le scuole che per tutti gli interessati.

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Autore dell'articolo: Marilena

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