Olivo della strega di Manciano

L’olivo della strega

Emozionante trovarsi al cospetto di questo albero millenario, tra i più vecchi d'Europa.
Un vero e proprio monumento verde.

L'olivo della Strega

L'Olivo della Strega è alle spalle della chiesa della Santissima Annunziata che si affaccia su piazza Don Sturzo, dove inizia il paese di Magliano in Toscana. Entrate dal cancelletto accanto alla chiesa e proseguite per qualche metro, poi girate a sinistra e vi troverete nell'uliveto. L'olivo della Strega è riconoscibile in quanto è il solo a essere recintato da una rete metallica che lo protegge dai numerosi visitatori, alcuni dei quali avevano il vandalico vizio di asportarne qualche rametto come ricordo della visita.

La sua età viene stimata intorno ai 3000-3500 anni. Ancora più vecchio degli ulivi dell'Orto di Getsemani. Le sue dimensioni sono davvero da record, basti pensare che il fusto ha una circonferenza di ben 8 metri e mezzo e che la sua altezza arriva a 10 metri.

Lo stato attuale dell'Olivo

Gran parte della ceppaia è morta e in qualche modo come pietrificata, ma c’è un pollone vivo che produce ogni anno olive.

Lo stato attuale di pieno deperimento è confermato dalle analisi al C14, che, oltre a collocare a 290 anni l'età del nuovo albero, indicano come rimanga circa 1/3 della struttura originale, in corso di estinzione, il cui avanzamento prevede un arco di circa 90 anni per la scomparsa (G. Bongi, progetto EVO(Eredità e valore degli olivi antichi)).

Le leggende

Le leggende che vedono quest'albero protagonista sono molte.

Secondo antiche leggende tramandate dalla tradizione orale popolare, intorno all'albero si consumavano riti pagani e, dopo l'invocazione dei sacerdoti, l'olivo si contorceva in modo incredibile assumendo forme inquietanti tanto che la cosa era considerata una specie di stregoneria ed anche per questo era chiamato Olivo della Strega.

Si narra che durante il Medioevo le streghe di Maremma si ritrovavano ai piedi del nostro olivo per esaltare il diavolo con i loro sabba.
Ma la leggenda più diffusa narra di una strega che ogni venerdì, durante i suoi riti sabbatici, danzava intorno all'olivo, costringendo la pianta a contorcersi fino ad assumere le forme attuali. Al termine del rito la strega si trasformava in un enorme gatto dagli occhi di fuoco e rimaneva a vegliare l'albero tutta la notte, lanciando lugubri miagolii.

Si racconta anche che una strega, per proteggere l'olivo, una volta lanciò delle olive, dure come sassi, contro un ragazzo che aveva scagliato una pietra contro un pettirosso nascosto fra i rami della pianta.

Ma la leggenda più popolare tra gli abitanti della Maremma è quella dell'olivo che si mise a produrre fagioli al posto delle olive.

Nel 1911 Nicolosi, nel 1967 Mazzolai, noto storico della Maremma, ed anche altri occasionali autori parlano dell'olivo come “l'albero miracoloso che aveva fatto i fagioli” .

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Autore dell'articolo: Marilena

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