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Le terme libere del Petriolo

Le terme libere del Petriolo sono bagni gratuiti famosi in Toscana, secondi solo a Saturnia.

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Come arrivare alle terme

Le terme libere del Petriolo sono facilmente raggiungibili dalla superstrada Grosseto-Siena, distano circa km 40 da Grosseto.

Si trovano proprio sotto il ponte sul Farma. Dopo averlo attraversato troverete la strada che scende fino alle vasche termali calcaree, ricavate lungo il corso del fiume, che captano le acque in eccesso non utilizzate dallo stabilimento termale a pagamento, costruito a pochi metri di distanza.

Proprietà dell'acqua termale

La temperatura dell'acqua calda, alla fonte, è di 43 gradi centigradi. Il suo odore sgradevole è dovuto alla forte presenza di zolfo. Ma è per il contenuto di molti altri sali minerali (anidride carbonica libera, calcio, fluoro e gli ioni cloruro, solfato e carbonato di idrogeno) oltre che per la temperatura, che l’acqua di Petriolo è stata definita ipertermale.

Queste caratteristiche conferiscono all'acqua termale di Petriolo molteplici proprietà terapeutiche riconosciute già dall'epoca romana,  indicate in diverse patologie croniche: malattie osteoarticolari, artropatie croniche, malattie cutanee quali acne, psoriasi, eczemi e affezioni dell’apparato respiratorio come faringiti, sinusiti e riniti.

E' anche possibile immergersi e nuotare nel vicino torrente godendo dei benefici dell'effetto frigidarium-calidarium che si ottiene passando in sequenza dalle acque calde della sorgente termale a quelle fredde del fiume Farma.

Un po' di storia

Nell'antichità sono state anche molto più prestigiose rispetto a a Saturnia.
Citate da Cicerone a testimonianza dell'antica frequentazione.

E' del medioevo il nome Petriolo (da petria – imbuto di legno) per la sua forma, appunto, quasi a imbuto.

Come risulta ancora visibile dalle rovine nei pressi della fonte termale, Petriolo rappresenta nella storia un rarissimo caso di “terme fortificate”. I monconi di mura residui appartengono infatti all'antico “Castello di Petriolo” struttura difensiva eretta a protezione della sorgente e dei bagni, ritenuti beni talmente preziosi da non poter essere lasciati in balìa delle minacce provenienti dai potenti dei dintorni.

La rinomanza delle sue acque è testimoniata dalla visita a scopo curativo di papa Pio II, che qui venne per sanare la “podagra”, malattia di cui soffriva e che gli impediva di camminare senza dolore.

La Repubblica di Siena faceva pagare una gabella sull'uso dei bagni Petriolo, caso quasi unico fra le varie terme libere italiane, a testimonianza del valore straordinario attribuito a queste acque medicamentose.

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Autore dell'articolo: Marilena

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