Le orchidee spontanee dell’Argentario

L'orchidea fa pensare a mete esotiche e alle foreste tropicali. 
Invece molte sono le specie "nostrane" che nulla hanno da invidiare a quelle oltre oceano
se non per le dimensioni ridotte.

La campagna incolta dell'Argentario e le radure ai margini della macchia mediterranea, offrono, dalla primavera all'inizio della stagione più calda, uno spettacolo unico. Sono una sessantina le specie di orchidee spontanee che potrete scovare qui, armati di molta pazienza e di macchina fotografica perché è assolutamente vietato coglierle!
Basti pensare che alcune di loro  impiegano anche 15 anni per sbocciare e solo in condizioni particolari del terreno.

La zona appena sopra il convento dei Passionisti è un buon posto per iniziare a cimentarsi nella loro ricerca
Lasciate l'auto nel parcheggio davanti alla chiesa e proseguite a piedi, verso Punta Telegrafo. Occhi aperti!

Il suo nome è già una premonizione ...... orchis dal greco "testicolo"! L'origine del nome sta nei due piccoli tuberi da cui l'orchidea prende vita che somigliano molto, appunto, ai testicoli.

Dato che il loro polline è riunito in una massa vischiosa, non può essere trasportato dal vento, quindi la fecondazione può avvenire solo attraverso gli insetti. A questo proposito le orchidee spontanee, in particolar modo le "ofridi", mettono a punto una strategia "erotica" per attirare gli impollinatori.

Il loro petalo inferiore si è modificato nel tempo fino a riuscire a simulare la femmina di una determinata specie di api. Il richiamo sessuale è diretto ai maschi. Oltre che dall'aspetto (protuberanze pelose) il richiamo è assicurato dall'odore che emana, simile ai ferormoni femminili, inoltre, le oscillazioni del fiore provocate dal vento, riescono a rendere ancora più credibile l'inganno. Qualsiasi maschio impazzisce d'amore e comincia a "corteggiare" l'orchidea, fino a consumare l'accoppiamento, incollandosi al capo le sacche di polline.

Andando ad "accoppiarsi" con un altro fiore opererà la fecondazione incrociata.

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Autore dell'articolo: Marilena

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