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Girasoli

Ormai è la seconda estate di seguito … sono lì proprio davanti casa mia.

Uno spettacolo emozionante che la natura mi ha nuovamente regalato. I girasoli hanno iniziato a fiorire ai primi di giugno e mi faranno compagnia per tutta l'estate.

Il girasole

Qui in Maremma basta imboccare una qualsiasi strada verso la campagna e troverete le splendide distese gialle di girasoli, inframezzate dai campi di grano dorato. Consumerete la macchina fotografica …..
Il nome scientifico di Questo splendido fiore è Helianthus annuus. Appartiene alla famiglia delle Asteracee, è grande con lunghi petali. Il nome rimanda al greco, in cui helios significa sole e anthos fiore. Questo nome le è stato dato perché la pianta ha la particolarità di orientarsi in direzione del sole (eliotropismo).
Il fiore può arrivare sino a 4 metri di altezza ed è sostanzialmente un insieme di più inflorescenze, chiamate capolini (calatide).

I girasoli di Vincent van Gogh

Il girasole, a partire dall’antichità fino ai giorni nostri è considerato il fiore più luminoso tra tutti, uno dei fiori più amato dai pittori, Van Gogh lo rappresentò in una moltitudine di tele. Il dipinto del 1889 conservato a Amsterdam nel Van Gogh Museum, appartiene ad una serie composta da 7 opere. Tutti i dipinti raffigurano un mazzo di girasoli all’interno di un vaso. Le opere furono realizzate per decorare la camera che Van Gogh aveva preparato, nella casa di Arles per il suo amico Paul Gauguin. Sopra ad un piano è poggiato il vaso contenente I Girasoli. Il vaso riporta, come fosse una dedica, il nome Vincent.

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Simbolismo e leggende del girasole

Il girasole simboleggia l’infatuazione per qualcuno o un amore non ricambiato.

Secondo la mitologia greca il girasole simboleggia la ninfa Clizia che, sedotta dal dio Apollo, il re Sole, non riusciva a togliergli gli occhi di dosso e lo seguiva da lontano nei suoi lunghi viaggi in cielo. Il dio, però, ad un certo punto abbandonò la ninfa per un’altra donna. Clizia dunque rimase ferma in un campo, continuando a guardarlo, fino a che le sue gambe divennero radici e si trasformò in un girasole, immobile ma con la possibilità di continuare a seguire con lo sguardo il suo amore perduto nel suo percorso dal mattino fino alla sera.

Questo triste racconto collega il girasole a una simbologia di fedeltà e perseveranza (ma anche ossessione) in amore e al desiderio di trascorrere con una persona il resto della propria vita, anche se il suo significato più classico rimane quello di solarità, allegria e vivacità.

Regalare un girasole significa dimostrare a una persona di apprezzare e rispettare il suo carattere forte e gioioso, spingendola a mantenerlo, per il bene di se stessa e degli altri.
Questo aspetto del fiore è dovuto a un'altra leggenda. Un giorno, in un campo, spuntò un fiore veramente brutto e storto. Tutti gli altri fiori dicevano che era il più brutto. E nessuno voleva stargli vicino. Così il fiore stava sempre solo ed era triste, anche se non si lamentava. Passava le sue giornate a guardare il sole alto nel cielo. Gli piaceva così tanto che, per cercare di raggiungerlo, il suo stelo si era allungato molto. Quando il sole si spostava, il fiore si girava con la sua corolla. Un giorno il sole si accorse del fiore che stava sempre solo e si avvicinò per conoscerlo. Sentita la sua storia, il sole decise di abbracciarlo e il fiore si accese subito di un bel giallo vivo. Sembrando quasi d’oro. Da quel giorno divenne il fiore più alto e più bello del campo. E per la sua amicizia col sole fu chiamato Girasole.

Un ultima curiosità: non tutti sapranno che il 1 Maggio non è solo la festa dedicata ai lavoratori, ma dal 2007 è la giornata dedicata al girasole. E’ una ricorrenza creata dagli inglesi, i quali in questo giorno piantano in tutti i loro quartieri, soprattutto nei luoghi particolarmente degradati, questi particolari fiori gialli.

La fillotassi dei girasoli e la sequenza di Fibonacci

La fillotassi è la disposizione caratteristica e costante per ogni specie vegetale, secondo cui le foglie si inseriscono sui rami, o secondo cui si dispongono i semi o gli stami di alcuni fiori.

L’esempio più famoso in assoluto è proprio quello dei girasoli.
Esaminando la disposizione dei semi di girasole nella calatide (l'infiorescenza a capolino) si osservano generalmente due tipi di spirali, composte la prima da 55 curve ruotanti in senso antiorario, l’altra da 89 curve ruotanti in senso orario… numeri della sequenza di Fibonacci.

Prima del “Codice da Vinci” di Dan Brown, Fibonacci era un perfetto sconosciuto alla gente comune. Il famoso messaggio lasciato da Saunière “13-3-2-21-1-1-8-5 ecc...” ha incuriosito non poco noi profani della matematica.
La sequenza di Fibonacci,1,1,2,3,5,8,13,21,34,55,89,144,233,377 (questa è quella ordinata)non è solo famosa perché la somma dei due termini precedenti è uguale al termine successivo, ma perché il quoziente di due numeri adiacenti tende sorprendentemente al valore 1, 618, cioè phi!
Tutto questo è rappresentabile con la spirale aurea che deriva dalla costruzione di una serie di quadrati in cui il lato di ognuno di questi è dato dalla somma delle misure dei lati dei due precedenti. Se li disponiamo come in figura e tracciamo un arco di cerchio avente per raggio il lato del quadrato, la figura che si ottiene è una spirale logaritmica che appare in natura sia nel mondo microscopico sia nell’immensità dell’universo. (Girasole, conchiglia nautilus, foglie sul ramo, lo stesso sistema solare... e molti altri ancora!)

Ma chi era Fibonacci?

Leonardo Fibonacci nacque a Pisa nel 1175 circa e morì, presumibilmente a Pisa, nel 1235 circa. Il padre lavorava per i mercanti pisani, come impiegato di dogana e volle che il figlio apprendesse nuove forme di numerazione, oltre quelle conosciute in Italia. Così lo portò a vivere con sé a Bugia, presso Algeri, dove imparò ad usare la numerazione araba nella quale era inserito il numero zero e che solo in seguito, non senza resistenze, venne inserito anche nella matematica europea. Nel 1223 a Pisa, partecipò ad una gara fra matematici indetta dall’imperatore Federico II che propose un singolare e, all’apparenza, banale quesito: si rinchiude una coppia di conigli in un recinto: quante coppie di conigli si ottengono in un anno supponendo che ogni coppia dia alla luce un'altra coppia ogni mese, che le coppie più giovani siano in grado di riprodursi dal secondo mese di vita e che la coppia non muore mai? Con sorpresa di tutti Fibonacci, mentre gli altri si arrovellavano il cervello, risolse il quesito scrivendo la sua famosa “serie” che scaturì facilmente dalla pratica di manipolare i numeri: in poco tempo scoprì che i conigli sarebbero stati 377!
1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181, 6765, 10946, 17711, 28657, 46368, 75025, 121393, 196418, 317811 …
Il gioco è semplice: all’inizio c’è solo una coppia di conigli, il primo mese ce ne sono 2 di cui una fertile, quindi il secondo ce ne sono 3 di cui 2 fertili, quindi il terzo mese ce ne sono 5 di cui 3 fertili, quindi il quarto mese ce ne sono 8 di cui 5 fertili e così via. Fibonacci nota che ogni termine della sequenza è la somma dei due precedenti. Nasce così la celebre successione di Fibonacci.
G-E-N-I-A-L-E !!!!!

Come è possibile spiegare il senso di questa stupefacente corrispondenza tra elementi matematici e figure naturali? Per quel che si sa nessuno ha trovato un perché.
Einstein afferma “quella del mistero è la più straordinaria esperienza che ci è dato di vivere. È l’emozione fondamentale situata al centro della vera arte e della vera scienza. Da questo punto di vista chi sa e non prova meraviglia, chi non si stupisce più di niente è come simile ad un morto, ad una candela che non fa più luce”.

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Autore dell'articolo: Marilena

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