Cosa vedere a Orbetello

C'è un unico semaforo e questo già la dice lunga sulla qualità della vita di questo luogo. “Senza fretta!” È la prima cosa che imparerete venendo qui. Una cittadina a misura d'uomo, dove la natura è parte stessa della vita quotidiana.

Si trova proprio al centro tra la Laguna di Ponente e quella di Levante.
Una strada costruita su un terrapieno artificiale (la diga) la collega al Monte Argentario. Una piccola Venezia, con i barchini dei pescatori al posto delle gondole.

Fenicotteri-Rosa-Laguna-di-Ponente-Orbetello-Parco-Maremma

Passeggiata lungo la laguna di Orbetello

Orbetello è prima di tutto laguna... e la laguna si visita a piedi.

Proprio dalla stazione di Orbetello Scalo parte la ciclo-pedonale che costeggia tutta la laguna di ponente, quella protetta dal WWF, fino al centro della città. È una passeggiata di un'oretta, soste comprese.

Chi vive qui dovrebbe essere abituato ai fenicotteri rosa che svernano tutti gli anni dall'autunno alla primavera , agli aironi bianchi, agli stormi di folaghe in volo. Invece no! Non ci si abitua mai a questi spettacoli della natura, ogni volta se ne rimane affascinati. Quindi prendetevi tutto il tempo necessario e incamminatevi, macchina fotografica al collo! Nel tragitto ci sono diversi capanni di canne per l'osservazione degli uccelli, pittoreschi, ma non vi occorrerà “nascondervi” per vederli. Sono lì, a casa loro, non disturbateli e si metteranno in posa per farsi fotografare.

Idroscalo-di-Orbetello

L'Idroscalo di Orbetello

Il mio itinerario storico inizia poco dopo il semaforo e poco prima delle porte. La prima tappa è “un omaggio” più che un reperto (non ne rimane più molto!)

Appena varcato il canale che collega le due lagune, alla vostra sinistra, c'è una struttura storica intimamente legata alla Laguna: è l'idroscalo di Orbetello. Agli inizi del XX secolo la decisione di costruire un idroscalo proprio sulle rive della laguna di Orbetello fu presa basandosi sulle caratteristiche fisiche ottimali di questo luogo per il decollo e l'ammaraggio di idrovolanti. Oggi della base resta solo qualche rudere e alcuni edifici minori, nel piazzale sono ancora visibili i resti di uno dei due Hangar. Da qui partirono le famose trasvolate atlantiche. Proprio di fronte, dal lato opposto della strada, si trova il Mausoleo dei Trasvolatori Atlantici (a ricordo dei valorosi partecipanti all’impresa del 1933 guidati da Italo Balbo), posto in quello che oggi è il Parco delle Crociere, affacciato alla laguna di ponente

mura-e-porte-di-orbetello

Orbetello - Dalle origini etrusche a Garibaldi

Continuando per la via principale arriverete alle porte e quindi alla seconda tappa del mio percorso storico.

Le origini Etrusche della città restano nella cinta muraria, rafforzate durante la dominazione spagnola (Orbetello era la capitale dello Stato dei presidi) che le ampliarono costruendo sul lato di terra l’imponente bastionata di cui sono ancora visibili le due porte cittadine e la fortezza.

Varcate le porte, seguendo i bastioni alla vostra sinistra, giungerete alla ex polveriera Guzman, affacciata alla laguna di Ponente, oggi sede del Museo Archeologico. Venne costruita nel 1692 dagli spagnoli per fortificare la città. Fu qui che nel 1860 Giuseppe Garibaldi, dopo aver attraccato a Talamone, venne a rifornirsi di armi e munizioni per la Spedizione dei Mille. All’interno della Polveriera Guzman si trova la collezione archeologica comunale, ricca di monili, buccheri e utensili in pietra, etruschi e romani.

piazza-del-plebiscito-orbetello

Il centro storico e il frontone di Talamone

Addentratevi nelle viuzze della città. Un gelato in corso Italia, attraversando il centro storico di Orbetello, per poi dirigervi verso la laguna di ponente.

La mia terza tappa è in piazza della Repubblica. Proprio di fronte alla Cattedrale di Santa Maria Assunta (merita una visita!) si trova la ex caserma Umberto I. Oggi la struttura, dopo essere passata da edificio religioso a edificio militare, è utilizzata come edificio civile, ed ospita la Pro Loco del comune di Orbetello e la biblioteca. Ma soprattutto è la sede permanente del Frontone di Talamone.

Il Frontone è noto in tutto il mondo per la rappresentazione del mito dei sette contro Tebe. Dagli anni Ottanta ad oggi, è stato per lunghi periodi esposto ad Orbetello, ma ha costituito anche uno dei reperti di maggior fascino in importanti esposizioni nazionali ed internazionali, da Venezia a Madrid a Dallas.

mulino-di-orbetello

Il Mulino di Orbetello

Cosa vedere a Orbetello? Sicuramente il Mulino!

Proseguite costeggiando la laguna di ponente. Arriverete alla tappa più rappresentativa dell'itinerario, il simbolo per eccellenza della città di Orbetello: il Mulino Spagnolo. È l'unico mulino a vento che si è conservato della serie di nove costruiti dai Senesi nel corso del XV secolo Insieme agli altri, era utilizzato per macinare la farina destinata agli abitanti della città. Erano disposti in linea, e funzionavano mediante lo sfruttamento dell’energia dell’acqua che fluendo e rifluendo nello stagno ogni sei ore imprimeva il movimento alle macine. Il grano veniva trasportato con i “barchini”, piccole imbarcazioni caratteristiche della zona.

Poi, nel 1557, quando il territorio passò sotto la dominazione spagnola, i mulini vennero restaurati e consolidati, e, grazie alle nuove pale a vela, convertiti all’utilizzazione del vento di maestrale e scirocco.
 Simbolo incontrastato presidia ancora la laguna di ponente. Il mulino presenta una pianta circolare ed emerge suggestivamente dalle acque proprio all'inizio della diga artificiale.

diga-di-orbetello-ciclabile

La Diga di Orbetello

Il Ponte della Diga di Orbetello, fu fatto costruire nel 1842 dal granduca Leopoldo II di Lorena. Fino al 1944 sulla diga correva anche una ferrovia che la collegava a Porto Santo Stefano.

Ora, oltre che in auto, la si può comodamente attraversare con il percorso ciclo-pedonale collegato all'anello della Laguna di Levante (19 chilometri con sosta “obbligatoria” per un bagno nella spiaggia della Feniglia).

Scopri l'anello ciclabile di Orbetello che circonda la laguna di Levante passando dalla Riserva naturale Duna Feniglia sul sito piste-ciclabili.com

i-pescatori-di-orbetello

I Pescatori

Orbetello sta alla Laguna come la Laguna sta ai Pescatori! 
Un'eguaglianza imprescindibile.

La cooperativa dei pescatori La Peschereccia, fondata nel 1946 grazie all'unione di 13 soci e la società Orbetello Pesca Lagunare datata 1989, sono il fiore all'occhiello del territorio. Turismo eco-sostenibile, eventi, ma soprattutto pesca e tutte le attività ad essa connesse.

È trasformazione e vendita del pescato: bottarga di cefalo, anguilla sfumata, sughi e creme per crostini. E per chi non ha voglia di cucinare c'è il centro di degustazione in una ottocentesca scuderia, completamente restaurata, lambita dalla laguna di ponente, dove potrete assaggiare le più gustose pietanze a base del pesce appena pescato: spigole, orate, cefali...... alla portata “di tasca”!

Pesca Lagunare è, storicamente, acquacoltura che è una pratica che affonda le sue radici in tempi remoti. Già gli Etruschi, ma soprattutto i Romani, praticavano questa attività. Allo spacco della regina è ancora visibile l'antico sistema idraulico per le vasche del pesce e nel museo della città di Cosa potrete vederne il modellino dell'intera ricostruzione.

Per orari e informazioni più dettagliate visita il sito ipescatoriorbetello.it

navebus-di-Orbetello-Remus

La navebus "Remus"

Dal 2005, i pescatori di Orbetello e la pro loco organizzano anche gite in laguna grazie al "Remus", un'imbarcazione capace di trasportare fino a trentotto passeggeri in visite guidate durante le quali vi illustreranno l'attività della pesca inserita nel contesto storico e sociale.

Per info, costi e orari visita il sito della Pro loco di Orbetello e goditi un giro in barca sulla laguna di Orbetello. Se sarai fortunato riuscirai a vedere anche i fenicotteri rosa o qualche airone bianco.

I cavalieri della laguna

La vita dei pescatori della Laguna di Orbetello è stata oggetto di un film, I cavalieri della laguna, diretto da Walter Bencini, che ha vinto il premio come miglior documentario al Toronto Word International Film Festival 2015.

Cavalieri perché in questa zona lacustre nidifica il cavaliere d'Italia, piccolo uccello acquatico bianco e nero che ispirò, nel 1964, l'intervento di Fulco Pratesi e Hardy Reichelt per creare una delle prime Oasi WWF.

 

Scopri di più sul film e guarda il trailerI cavalieri della laguna

Condividi su:

Autore dell'articolo: Marilena

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *