Alla scoperta di Porto Santo Stefano

Dalla strada provinciale che collega Monte Argentario all'entroterra, dopo l'ultima curva, al colmo della discesa ripida, godrete del favoloso panorama di Porto Santo Stefano affacciato sul golfo: una cartolina. Di notte lo scorcio di un presepe gigante!

Non solo porto d'imbarco per l'isola del Giglio e Giannutri: Porto Santo Stefano è una città di contraddizioni dove le antiche tradizioni marinare convivono con le più moderne tecnologie navali.

Città di mare

Porto Santo Stefano è “città di mare”. Il molo dei pescherecci, le bancarelle del pesce fresco, le barche lussuose dei vip accanto ai “gozzi” dei vecchi pescatori, l'imbarco frenetico per le isole dell'arcipelago. Un'accozzaglia di cose e persone, vivaci, chiassose. I residenti che hanno l'orto fuori paese girano in apecar come dei pazzi: li troverete dappertutto!

Porto Santo Stefano è viva e si fa sentire!
L'ampio lungomare dei Navigatori (disegnato niente meno che da Giugiaro!) dà un po' di respiro al paese, così stretto tra i vicoli e il su e giù di scalinate ripide. Si trova proprio fra il porto commerciale e quello turistico e conduce alla piazza dei Rioni, ritrovo per gli abitanti del luogo e per i molti turisti, bar, ristoranti e poi aiuole e panchine affacciate al porticciolo della Pilarella. Le sere d'estate si anima anche di spettacoli e manifestazioni.

La fortezza spagnola

Dalla piazza dei Rioni un intrico di stradine in salita vi porterà alla Fortezza Spagnola. Domina il paese dall'alto delle sue mura. Venne costruita per controllare il porto nel XVII secolo, durante la dominazione spagnola.
Oggi ospita le mostre permanenti “Memorie sommerse” e “Maestri d'ascia”.
Il panorama dalle sue terrazza è unico.

Per informazioni più dettagliate: https://www.museidimaremma.it/it/museo.asp?keymuseo=32

Ogni anno il rione Fortezza diviene teatro di un presepe vivente, il 26 dicembre e 5/6 gennaio, dalle 16.30 alle 19.00, in contemporanea con l'altrettanto magico presepe di Porto Ercole. Rappresentazioni molto suggestive, al chiarore dei lampioni, ricche di scene rievocative e di costumi d'epoca. Da non perdere! Uno splendido spettacolo natalizio per i vostri bambini, rigorosamente con il cellulare spento, veramente fuori tempo per questo “tuffo” nel passato!

L'acquario mediterraneo dell'Argentario

Scendete nuovamente sul lungomare, dall'altro lato della strada si trova l'Acquario Mediterraneo dell'Argentario. Una visita è d'obbligo oltre che un piacere! Diciassette vasche, sette molto grandi, con centinaia di specie animali e vegetali marini. Unica fra tutte la vasche con di cavallucci marini. Rimarrete incollati al vetro! (Pensate che in questa specie singolare di pesci è il maschio che “cova” le uova in una sacca del suo ventre e dopo qualche settimana di gestazione “partorisce”. Con una serie di contrazioni muscolari addominali, vengono espulsi i piccoli avannotti maturi!!!!)

L'acquario è collegato al Centro Didattico di Biologia Marina e al Centro Recupero Cetacei, che ormai troppo spesso spiaggiano in questa parte di costa. Pochi anni fa una grossa balena è stata trovata vicino alla riva sul litorale della Giannella!
Per un approfondimento sulle specie presenti nell'acquario e le sue attività: www.acquarioargentario.org

L'acquario, insieme alle mostre della Fortezza, fa parte del progetto “Musei a 4 zampe in Maremma”, perciò l'ingresso è consentito anche al vostro cagnolino, sempre che gli ambienti bui e il movimento dei pesci nelle vasche non lo agitino.

Gente di mare, nasipelosi!

Ma Porto Santo Stefano è soprattutto …. i santostefanesi! La parlata santostefanese non è un dialetto, è una cadenza, una lingua che è un po' toscano e un po' romano, persino un po' castigliano! C'è una compagnia teatrale amatoriale “Li Bindoli” (i cialtroni) che rende omaggio alla parlata locale: da non perdere! Non vi occorrerà la traduzione letterale per capire le loro battute, solo un po' d'intuito per le parole più “colorite”. D'estate si esibiscono sempre: chiedete a chiunque di Porto Santo Stefano e vi diranno dove trovarli.
Un'altra caratteristica dei santostefanesi è il soprannome. La popolazione locale si riconosce soprattutto in questo, tanto che, a volte, il nome vero è ignorato! Fanno capo a mestieri, oggetti, persino a numeri! (35 !! Davvero!). Persino gli annunci mortuari indicano, tra parentesi, il soprannome!!!

Ma il soprannome più noto e generico per chiamare, in Maremma, i santostefanesi è “nasipelosi”.
E' storico. Proviene dall'industria del saracchio, datata 1800. Il saracchio (Ampelodesmos mauritanicus: dal greco ampelos che significa “vite” e desmos che vuol dire “legame”, si riferisce al fatto che gli antichi greci usavano le foglie dure e taglienti del saracchio per legare le viti) è una pianta graminacea che qui cresce ovunque, con cui si facevano cordami per le imbarcazioni. Divenne una vera fonte di reddito per molti santostefanesi detti appunto “sarracchiai”. Quando le cime di saracchio usate nei piccoli pescherecci si sfilacciavano con l'usura, gli alberi montati a prua contornati da queste cime, visti da lontano, sembravano dei lunghi nasi con i peli sporgenti, da qui NASIPELOSI!

Il palio marinaro

E sempre a proposito dei santostefanesi non potevo non parlarvi del Palio Marinaro dell'Argentario, che a Porto Santo Stefano è l'equivalente del Palio di Siena.
Stessa “guerra” tra le contrade, stessa trepidante attesa, stessi grandi festeggiamenti.
Si tiene tutti gli anni il 15 di agosto. Proprio nello specchio di mare davanti alla piazza dei Rioni.

I rioni in gara sono quattro: Croce, Pilarella, Valle e Fortezza.

E' una competizione tra imbarcazioni, detti gozzi, con equipaggi formati da un timoniere e 4 vogatori che devono percorrere per 10 volte un percorso di 400 m, distanza compresa tra 2 boe.
I gozzi hanno i nomi di 4 venti: Maestrale, Scirocco, Libeccio e Grecale.

La sua origine nasce da una leggenda: la fuga di una barca di pescatori che scappavano dai pirati saraceni che nel 1600 infestavano queste acque. I pescatori, vogando vigorosamente, trovarono rifugio presso una grotta (poi chiamata del Turco) a Punta Cacciarella, scampando il pericolo.
C'è grande competizione fra gli equipaggi e una grande preparazione atletica, di tutto l'anno!
E alla fine ….. la grande festa per i vincitori, ma non solo!

Un consiglio: la sfilata dei rioni inizia intorno alle 17.00 e il Palio intorno alle 18.00.
Cercate di arrivare con "mooolto" anticipo! Rischierete di non trovare parcheggio.

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Autore dell'articolo: Marilena

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