Alla scoperta di Porto Ercole

Tre fortezze sono “guardiane” di questo luogo fuori dal tempo, quasi a salvaguardarne l'essenza.
L'anima tumultuosa di Caravaggio aleggia nel vecchio borgo di Porto Ercole, là dove finì la sua vita nel lontano 1610 … facilmente spiegabile l'atmosfera magica che avvolge questo paese.

Come arrivare

Lasciata la diga di Orbetello alle vostre spalle, subito a sinistra, imboccate la provinciale in direzione Porto Ercole. Dopo pochi minuti, passato lo svincolo per il porto turistico di Cala Galera, in cima alla collinetta, a sentinella della città, potrete ammirare il maestoso “Filippo”, come “in confidenza” lo chiamano qui. Prendetevi una giornata per visitare tutte le fortezze, non ve ne pentirete. Anche se il panorama, da solo, ne varrà la pena, lasciatevi catapultare in un luogo lontano. Forte Filippo, la Rocca Aldobrandesca, Forte Stella, un affascinante viaggio nel tempo!
Ma oggi la nostra meta è il paese. Il mio consiglio è di lasciare l'auto nel grande posteggio proprio all'ingresso, sulla destra, vicino all'ufficio postale e incamminarvi a piedi. In piena estate, comunque, il transito in paese è severamente regolato, il libero accesso è riservato solo ai residenti e a chi è munito di permesso.

Il porto

Porto Ercole non è “sfacciata” come Porto Santo Stefano, è più “riservata”. Non vi si mostrerà subito. Entrando dal lungo viale Caravaggio non vi sembrerà affatto una città di mare, ma arrivati nei pressi della piazza della chiesa svoltate a sinistra e raggiungete il porto.
Qui inizia l'anima marinara del paese, a sinistra le piccole barche dei pescatori, le case, i resti della “Cirio” che negli anni '60 inscatolava tonno e sardine dando lavoro a tanti portercolesi, proprio sotto lo sguardo severo di “Filippo”. (Pare sia stata recentemente acquistata da un imprenditore svedese che ne vuole fare un albergo di lusso!).

A destra i moli delle grandi barche turistiche, il lungomare con i locali e la passeggiata con le “panchine”, veri e propri salottini in pietra.

Il borgo vecchio

Ma il meglio di Porto Ercole è il paese vecchio, letteralmente arroccato sotto la “Rocca spagnola”.
Arrivate in fondo al porto, vicino ai cantieri navali. Troverete una scalinata che sale sul colmo della strada sovrastante. Appena sopra entrate dalla porta Pisana, giungerete alla piazzetta di Santa Barbara, proprio affacciata sul porto, con l'imponente palazzo del Governatore. Da qui parte l'intrico di viuzze che salgono verso la chiesa più antica del paese.
Il 26 dicembre e il 5 e 6 gennaio di ogni anno (meteorologicamente permettendo!!), per qualche ora (dalle 16.30 alle 19.00) il paese vecchio diventa teatro di un presepe vivente, molto suggestivo. Buona parte della popolazione è impegnata nella rappresentazione, ricca di scene e costumi d'epoca. Vivrete per un paio d'ore in un luogo fuori dal tempo! Una “chicca” per chi ha la fortuna di passare da queste parti a Natale.

La notte dei pirati

Si tiene in un weekend di maggio (non sempre lo stesso!): addobbi, scenografie e costumi pirateschi sono ovunque! Osterie e locande “covi di pirata”. Il sabato, al tramonto, ciurme di pirati s'imbarcano sui gozzi per prendere d'assalto le piccole spiagge dell'insenatura tra urla, fuochi, fumi colorati e i caratteristici fuochi artificiali che accompagnano questo singolare e spettacolare “sbarco”
…. e dopo il colpo di cannone parte la “Caccia al tesoro” in notturna. Duelli, quesiti e altre prove di ogni genere per entrare in possesso della chiave che aprirà il forziere che contiene 10 monete di argento ricoperte d'oro. Tre colpi di cannone avviseranno che il tesoro è stato trovato. Poi inizia la notte di musica e balli!
La domenica viene invece organizzata la regata dei corsari che coinvolge 6 barche a vela. Dal porto partono 6 piccoli velieri, con ciurme di 6 persone, vestite da corsari, che raggiungono l’isolotto nei pressi di Porto Ercole, lo circumnavigano, quindi uno dei corsari si tuffa per raggiungere l’isola a nuoto e risalirla fino alla cima, prendere una bandiera, scendere e raggiungere di nuovo il veliero per fare ritorno in porto. Vince la regata chi per primo pianta la bandiera sulla spiaggia.

La Notte dei Pirati è la rievocazione storica della "conquista di Porto Ercole". Infatti nel giugno del 1544 Khayr Al Din, il corsaro turco detto il Barbarossa, conquistò e mise a ferro e fuoco Porto Ercole, facendo 200 prigionieri.

Per la data esatta e altre curiosità: http://lanottedeipiratidiportoercole.com/

Sant'Erasmo

Ma il momento più “sentito” da tutta la comunità locale sono i festeggiamenti per Sant'Erasmo, patrono di Porto Ercole, spettacoli e iniziative sportive e religiose che durano quattro giorni.

Il 2 di giugno, giorno di Sant'Erasmo, si celebra la “Processione a mare” in notturna, con la reliquia del Santo Patrono. I fedeli scendono dalla chiesa vecchia e, attraverso le viuzze del borgo vecchio, arrivano al porto. La statua lignea del Santo viene portata in spalla e imbarcata su di un peschereccio: appena la barca lascia l'ormeggio molte altre imbarcazioni la seguono. Tutte sono addobbate con luminarie: molto suggestiva!

Durante i festeggiamenti di Sant'Erasmo si tiene anche la “Regata remiera dei quattro forti spagnoli” che si svolge all'interno del porto. Quattro gozzi (Maestrale, Libeccio, Grecale e Scirocco) ciascuno con quattro rematori e un timoniere, vengono assegnati ai quattro rioni partecipanti: Forte Santa Caterina, Forte Stella, Forte Rocca e Forte Filippo.

Un grande spettacolo pirotecnico sull'acqua pone la fine dei festeggiamenti.

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La costa

La costa che inizia alla fine dell'abitato è alta e rocciosa con piccole cale riparate dominate dal magnifico “Forte Stella” che sovrasta il tratto dello Sbarcatello . Non a caso persino la regina d'Olanda aveva scelto questo luogo come dimora estiva “L'elefante felice” la sua villa a picco sul mare.

Poco più in là, appena prima della fine della provinciale, si trova l'eccellenza dell'accoglienza alberghiera, il Relais e Chateaux “Il Pellicano”, hotel esclusivo a 5 stelle famoso in tutto il mondo.

Credo di essere stata una delle poche persone fortunate che hanno potuto effettuare in auto il periplo dell'Argentario. Infatti, ancora nei primi anni '90 la provinciale non terminava al Pellicano ma proseguiva con una sterrata, fino a congiungersi all'altro tratto asfaltato della panoramica, in prossimità delle Cannelle, che consentiva, appunto, il periplo dell'Argentario. Una frana, mai risolta, ne ha impedito l'accesso.

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Autore dell'articolo: Marilena

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